Maria e la cazzimma del ragno

Maria guarda in alto, senza davvero vedere.
Quello che fa in effetti è incantarsi sul disegno geometricamente perfetto che appare minuto dopo minuto all’angolo superiore del soffitto.
Concentrico ed efficace, senza tregua né fatica, un ricamo di preziosa essenza che proviene dalla notte dei tempi.

Maria ha cinque anni, e si domanda che cosa sia quella tela di Penelope in attesa di un consorte la cui sorte è segnata, la vede tentennare al refolo di vento che entra dalla stanza affacciata sul mare, un vento denso di salsedine e voci di scugnizzi, un vento cantato nei vicoli e odiato nelle sale da tè.

Maria osserva la tela più ampia mentre accarezza col palmo disteso il velo da sposa, si assicura che nulla possa corrompere la verginità di quel gesto e di quel momento, alza lo sguardo e trova confortante sapere che qualcuno più in basso di dio veglia su di lei.

Maria la bacia sulla testa, ne ammira le manine perfette e i piedini destinati alla donna altissima che diverrà, ne intuisce il battito fremente del cuore, ne invidia lo sguardo curioso così simile al suo e che sarà tramandato, Maria controlla che quei piccoli puntini neri al centro della tela non siano altro che stelle di colore diverso che festeggiano la mamma che accarezza la figlia.

Maria lavora suda fuma lava stira s’incazza s’indurisce patisce sta zitta accompagna lascia torna non sa dire non sa mostrare non sa piangere non sa ridere non sa fare altro che vivere.
Maria osserva il ragno che tesse la tela più grande del mondo nella stanza più piccola del mondo.
Maria va al nord torna al sud; Maria è anima inquieta non ha la pazienza del ragno.

Maria sulla spiaggia ascolta il cinguettio della bambina e il brusio innamorato della mamma, Maria sorride senza farlo vedere, chiede attenzione e cura, la ricambia in maniera che nessuno possa dirle grazie, Maria si sfoga e racconta, parla del futuro si augura e prega, si riempie gli occhi di una navata centrale si riempie il cuore della carezza accennata.

Maria è incazzata col ragno, e gli urla contro, perché il ragno è sempre stato al suo posto ad aspettare il fremito di Maria, e il ragno cià la cazzimma e Maria lo va a stanare.

Il ragno per la prima volta nella sua vita si muove, lascia la tela vuota da mosche e si va a rintanare.
Perché con Maria non si scherza e aglie e fravaglie e sarde ripiene e piselli a pranzo e sopportazione di sotto.

Maria è tosta che vi credete voi che la vita lei la conosce dall’angolo di mille stanze, e mille ancora ne vede e ne vedrà.

Maria è felice.

Sa che loro due la amano.

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