The scrape on her knee

La tua gamba.
Quella netta e pulita, con le dita dei piedi nella sera.
Quella maltrattata dal tempo, corrosa dalla ferocia della vita che abbandona.
La sordida ossidazione che aggredisce il centro esatto del diaframma, che annuncia un conto alla rovescia in cui i numeri sono a una sola cifra; disadorna torna a essere arto, senza direzione.
Il tallone scurito nel punto che sopporta le vendette quotidiane del tacco, la pianta morbida e curva nell’esercizio della Milonga, quell’asciugamano che ripara le storture del giorno.
La pietà stessa dell’ambiente che accoglie il passaggio, le macchie diffuse che partono dal tuo ventre aprendosi fino alle pareti, in un umido carnevale, la venere di Milo destinata all’amputazione.
Quel punto di confine e di contatto, il livido sul ginocchio. Due stanze separate e contigue, tutto confuso se lo sguardo scorre veloce, ricerca affannata di un appiglio che tenga fisso l’attimo. La Morte, la Vita, si guardano in faccia, entrambe conoscono il vincitore.
Ossimoro e Sinonimo si annientano a vicenda, il tallone stesso è quello d’Achille, in attesa della freccia che lo ricongiunga a Patroclo.
Pietà si grida, pietà, amore, pietà, madre, pietà,figlia.
Il mio è stato un breve passaggio, eterno per chi invano mi attese.

Scritto per WSF

http://wordsocialforum.com/2014/11/11/prospettive-i-fotografi-che-hanno-fatto-la-storia-della-fotografia-omaggio-di-parole-a-lauren-simonutti/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...