Che tu sia maledetto

Che tu sia maledetto, che sia maledetta questa immagine che mi toglie il sonno.
Che siano maledette quelle mani, quel viso nascosto, siano maledette per sempre quelle ciocche di capelli arruffati, proiettate per l’eternità in un movimento incerto, maledetta pure la bocca nascosta che mi direbbe tanto, l’interrogativo delle labbra in un morso o un bacio, la potenza o la delicatezza con cui le dita avvolgono il naso.
Che succede, qui?
E’ lo spasmo beato dell’amplesso, e posso immaginare la bocca di lui sulla nuca ad accompagnare il movimento del ventre che compie l’unione dei corpi?
O piuttosto uno stupro in cui l’onta subita richiede la sparizione del viso.
E’ viva, sta godendo dell’attimo, o siamo di fronte alla serialità di un omicidio?
Dove si trovano?
Questo buio, questa seppia scura, questa luce che proviene da sinistra, questa lampada accesa, che vogliono raccontare?
Da quanto dura, da quando sono fissi in questa immagine, quanto ancora si muoveranno prima di consegnarsi allo sfinimento.

Dio se c’è sesso, calore, amore, passione, ferocia, voluttà, violenza, cura, voglia, tenerezza, spregio, vita e morte in questa foto.

Lo so, lo sai, non me la toglierò più dalla testa.
Che tu sia maledetto, maledetta sia l’immagine in cui vorrei le mani fossero mie

http://wordsocialforum.com/2015/01/07/giovani-prospettive-gianguido-oggeri-breda-omaggio-di-parole/
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