Nerone

Poi quando ero piccolo, mi chiamavano Nerone perché mi piaceva dar fuoco alle cose, e infatti allora sono cresciuto, e dato che ho otto anni, ho pensato che sia giusto bruciare la casa dei Saggi.
Mica perché mi stanno antipatici, sai, anzi.
Sono gli unici che mi fanno parlare, mi raccontano storie e manco hanno paura dei miei fiammiferi, al massimo si mettono a ridere.
Ma io lo so come funziona, cioè, se te la prendi con qualcuno che ti fa i dispetti, tipo quello di dieci anni che sta in seconda per la terza volta perché mena le mani e parla male, ecco, se tipo do fuoco alla sua bicicletta, allora c’è sempre chi ti difende e trova una scusa.
Ma così come faccio a farmi ricordare prima che me ne vada?
No, no, se accendo i letti dei saggi, magari ne brucia uno, magari solo i piedi e tutti urlano e scappano e imprecano che non lo fanno mai, e forse mi rincorrono, insomma, vedi che poi, anche ora che sono cresciuto lo diranno “ Rino, eh, quello è cattivo, era cattivo pure da piccolo, e perciò lo chiamavano Nerone”.
E allora ho preso i controvento e pure uno straccio, e sullo straccio ci ho messo il liquore che tiene mio papà e che se lo beve tutte le sere, così pure lui si arrabbia, mica perché incendio i vecchi, ma và, solo per il fatto che gli ho finito il liquore, e ora che è buio scappo dalla finestra bassa, e non mi vede nessuno e manco mi vengono dietro i cani, se lo ricordano che gli ho bruciato la coda, sì, e arrivo alla porta dei saggi, e via un fiammifero, e via, due fiammiferi, e via, tre fiammiferi, e ora lo straccio, e ora il fuoco e ora, via, via, via l’ acqua.

Perché mica volevo essere così.
Solo che quando il fiume ha portato via la mamma, e la piccoletta e mio papà urlava ed io scavavo con le mani e i pompieri con le pale e i cani con le zampe e tutti guardavano la casa che era a pezzi, ma nessuno vedeva i pezzi miei, quando l’acqua è diventata coperta e ha chiuso tutto sotto, e la mia testa è diventata cuscino, e ho appoggiato tutto dentro e il mio cuore forse, che non lo vedo, il mio cuore è diventato di un altro, io volevo essere Nerone che almeno accendeva il fuoco e un pochino ci scaldavamo.

E faccio il cattivo, sai, lo so che faccio il cattivo.
Così mi lasciano in pace, così, almeno così, sono solo.
Io, i fiammiferi, e, se me lo ridanno, il mio cuore.

***people-space-10

 

Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Kylli Sparre

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