Viaggio

Poi ce ne andammo, lasciammo le impronte del vento

sulla peluria delle braccia, tra i capelli,

invisibili testimoni del nostro passaggio, bocche e naso spalancati,

poco in comune con il fiato di un pubblico ghignante,

un’impressione di mani sul muro bianco, cieco

con l’indifferenza di un fiume che seguita nel suo itinerario,

e

e sessanta non furono più sessanta,

semplice addizione di minuti voraci o immoti

ma la storia di due lune senza tempo

che tracciano un moto perpetuo d’altalene

 

 

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