Da un Sudamerica cittadino

Nella recinzione dei tempi,

scanditi da un orologio sempre meno ricco di minuti,

si cerca di trasferire una parte di cuore

o, di quel che ne rimane necessariamente,

scevro dalle imprese quotidiane e da gesta notturne.

Dimmi della meccanica che consentiva sogni

e progetti accantonati in riva ad un lago,

approva, con un leggero chinare della chioma,

il ricordo della bambola di Cornell, di una misura

in un angolo pieno di luce, mentre,

il campo d’oro danzava dalla finestra.

Tenderemo le dita, tra un irreale pensiero e un banale percorso,

affinché le lancette non divengano spade

incaricate di ferirci, e, le ore si fermino, placide.

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